Stare lontani da chi maledice, anche cantando

Mi è capitato di ascoltare su Spotify una canzone italiana dove un cantante, di cui ignoro il nome, non faceva altro che cantare: maledetti… maledetti e altre amenità varie. Non nascondo che mentre l’ascoltavo in sottofondo, dentro di me cresceva un certo fastidio, fino a diventare sempre più insopportabile. Fino al punto da dover interrompere bruscamente quella “giaculatoria” spegnendo la radio. Maledire è diabolico. Chi maledice è al servizio del maligno (anche inconsapevolvente). Insomma, lontani da coloro che maledicono, anche se lo fanno sorridendo o cantando.

Al contrario, la benedizione è come balsamo sulle ferite. Gesù benedice sempre, persino dalla croce. Dalla sua bocca mai una parola di maledizione, neppure rivolte ai suoi carnefici. Un tempo, mi raccontavano i più anziani che era in uso salutarsi con questa frase: “Dio ti benedica”. In qualche rara occasione l’ho sentita ancora oggi. Quando mi capita la dico anche io, sempre molto volentieri anche fuori dall’ambito religioso.

C’è però una benedizione che secondo me è la più bella di tutte. E’ scritta nella Bibbia, nel libro dei Numeri al capitolo 6, versetto 24: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.